
La villa urbana veniva costruita in un luogo da cui si godesse
ampiamente la vista della campagna o del mare; costruzione di puro
lusso, non avendo come la fattoria uno scopo pratico né una funzione necessaria , questa villa nella complicazione e nella ricchezza dei suoi ambienti rispecchiava i gusti e attestava i mezzi di chi l'aveva edificata. Vi erano delle ville alle quali non era annessa una tenuta, ma sorgevano in limi
tate aree di terreno, in mezzo a boschetti, parchi e giardini; queste ville, che nei testi sono indicate anche col nome di praetoria, nell'età imperiale divennero numerosissime; se ne vedono i ruderi in Italia, in Francia, in Svizzera, nella Germania sud-occidentale, in Inghilterra, nell' Africa settentrionale. Lo spirito pratico dei Romani, buoni apprezzatori delle comodità della vita, fece giungere la villa romana dovunque erano penetrate le loro armi e la loro civiltà; ville grandi e comode, ben aereate d'estate, ben riscaldate d'inverno. Queste
ville presentavano i tipi più diversi. Gli scrittori antichi rilevano come caratteristica della villa urbana che in essa dal vestibolo si entra direttamente in un peristilio, e non, come nelle case di città, nell'atrio.
Le parti più importanti della villa erano le seguenti:
Triclini: ve n'erano per l'estate e per l'inverno, per
grandi e piccoli ricevimenti; da grandi finestre
lo sguardo dei commensali spa
ziava sul paesaggio circostante. Cubicula: non solo quelli destinati al sonno della notte,
ma anche i cubicula diurna, per riposare durante il giorno
o studiare; davanti al cubiculum poteva esservi un'anticamera.
Stanze da studio: come la bibliotheca o la zotheca con
quest'ultimo nome si intendeva un cubiculum adatto a salottino.
Bagno: costruito come le grandi thermae pubbliche,
ne aveva tutti gli ambienti essenziali: apodyterium,
caldarium, tepidarium, frigidarium, cioè: spogliatoio,
stanza per il bagno caldo, stanza d'aspetto e stanza per
il bagno freddo; e inoltre la piscina per nuotare all'aperto
e un area per far la ginnastica dopo il bagno
(gymnasium sphaeristerium). Porticati: sorgevano un po'
dappertutto, sostenuti da lunghe file di colonne, servivano
per passeggiare al coperto se il tempo era cattivo (ambulationes)
o, più largh
i e lunghi, potevano essere percorsi a cavallo o
in lettiga (gestationes).
L'esempio più significativo di villa urbana è dato dalla Villa
dei Misteri, costruita nelle immediate vicinanze di Pompei:
accurate analisi delle strutture hanno permesso di dimostrare
che l'edificio sorse intorno all'inizio del II secolo a.C.
con la precisa destinazione a villa di riposo e di soggiorno,
dal momento che il quartiere rustico fu aggiunto solo in
età giulio- claudia. Il primo periodo di vita di questa
costruzione non corrisponde ai celeberrimi affreschi
che tuttora la adornano; è importante sottolineare il
profondo legame con il paesaggio e alcune interessanti
caratteristiche planimetriche. L'edificio sorgeva in declivio
verso il mare, sul quale si apriva con eleganti ed ariosi saloni
che offrivano incantevoli panorami del golfo: questi ambienti,
collocati nel lato più a valle dell'intero complesso,
erano sostenuti da un criptoportico che girava per tre lati,
destinato a colmare il dislivello altimetrico fungendo da basis
villae ( basamento della villa). La Villa dei Misteri
era inoltre contraddistinta da un elemento che era comune
a queste costruzioni: subito dopo l'ingresso si entrava
in un peristilio, al quale seguiva un atrio,
con un'inversione della normale successione presente
nelle domus signorili di quest'epoca.